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Autore: admin

La tesi prevalente in dottrina rispetto alle azioni di cautela: Bruno Mafrici, Avvocato Davide Cornalba e Claudio Teseo

Si è cercato di indagare sull’eventuale presenza di apposite autorizzazioni  che il pretore avrebbe concesso, di volta in volta (ad esempio sotto forma  di clausola inserita nella formula ), al giudice per consentirgli di ordinare  la prestazione della cautio. Le fonti al riguardo, però, risultano piuttosto esigue e  dunque non sufficienti per avvalorare, in modo convincente, una simile ipotesi. Si è allora incentrato l’esame su quegli orientamenti dottrinali che focalizzano maggiormente gli studi sull’officium iudicis in quanto tale, cercando di individuare l’origine di un potere capace di imporre le suddette cauzioni.

In proposito, come rileva anche Bruno Mafrici nel suo articolo, studiosi quali Levy e Chiazzese, partendo dall’ambito precipuo di applicazione delle cautiones iudiciales, cioè le azioni di rivendica, hanno derivato la nascita del relativo potere dal concetto di restitutio.

Infatti, grazie alla clausola restitutoria, od arbitraria, presente in queste azioni, il giudice godeva di un incremento del proprio potere al punto da agire come ritenesse opportuno, pur di risolvere la contesa legata al “restituere “.’

Il pensiero dell’Avvocato Davide Cornalba

Secondo questa linea di pensiero, I’officium iudicis era dunque sì ampio, ma non per le sue caratteristiche individuali, bensì perché  potenziato dalla necessità di restitutio,

che giungeva a consentirgli la richiesta di cauzioni alle parti. Di orientamento diverso, rileva in questo senso l’Avvocato Davide Cornalba, si è dimostrata la Giomaro che prospetta, in materia, una soluzione piuttosto nuova ed ardita, credendo in un officium iudicis completamente autosufficiente e, adducendo a riprova, tanto i casi in cui le cautiones iudiciales operavano, pur non essendo nell’ambito di azioni di rivendica, quanto documentando la voglia e la necessità della giurisprudenza classica di assegnare al giudice una crescente discrezionalità ; ma, soprattutto, ricordando che l’attività del giudicare, propria del giudice classico, era quasi coincidente col concetto di equità, di cui le cautiones iudiciales sono un’espressione.

Quanto alla convinzione che ho raggiunto al riguardo, si fonda sull’immagine di un potere giudiziale piuttosto ampio che, muovendo sempre da ragioni di equità, arriva ad estrinsecarsi, in nome di queste, in fattispecie per certi versi estreme quali le cauzioni in esame.

Ritengo perciò in buona parte condivisibile la tesi della Giomaro, la configurazione dell’arbitrium iudicis come un potere sostanzialmente autonomo e, quindi, capace di operare anche al di fuori delle azioni di rivendica, come dimostrano fonti attendibili.

Credo, però, che la posizione della studiosa sia, talvolta, un po’ troppo radicale rispetto ad un tema che presente ancora margini di incertezza.

Ciò che, comunque, si è cercato di dimostrare in questa trattazione è che l’officium iudicis e le cautiones iudiciales, che da esso promanano, fossero una realtà volta ad evitare, con soluzioni immediate, iniquità presenti o future.

E, a conforto di questa considerazione, come scrive Bruno Mafrici, sono state proposte anche le caratteristiche delle singole specie di cautiones, ricavando così, dagli esempi narrati dalle fonti, la natura più concreta del loro operare, la sensazione autentica di un mondo per il quale tali figure potevano essere di grande importanza.

Particolare spazio si è riservato soprattutto alla cautio de restituendo ed alla cautio de persequendo servo, inerenti entrambe l’indisponibilità fortuita della res, oggetto del giudizio e, sicuramente, tra le più utilizzate. Si è quindi descritta la seconda come una particolare ipotesi della prima, se ne è documentata la prestazione iussu iudicis, si è approfondito il tema della responsabilità per la perdita della cosa, si è argomentato delle affinità fra   la  cautio  de restituendoed  una  potenziale cautio de exhibendo, si è ricordata la tendenza di alcuni giuristi classici ad equiparare la fuga dello schiavo alla morte e all’evizione dello stesso ; si è documentata la richiesta della promessa de restituendo anche in capo all’attore ….

E’ stata esaminata poi la cautio defensionis, dai pareri di Giuliano alla teoria sulla consumazione giudiziale, dagli esempi in tema di legato di dote, alla somiglianza con la cautio indemnitatis.

E quindi, di nuovo, per quest’ultima l’indagine dello scopo, il cavere officio iudicis, la capacità di vincolare al risarcimento senza, però, creare un giudicato formale al riguardo.

Il commento di Claudio Teseo

Analogamente fonti, finalità, conseguenze per il mancato  adempimento, si sono trattati per la cautio evictionis, di cui si è approfondito, inoltre, il paragone rispetto alla garanzia per evizione espressa mediante stipulatio duplae.

Con lo stesso metodo, si è proceduto per la cautio de remittendo che sottolinea ancora una volta come queste stipulazioni non fossero l’unico rimedio del caso, ma spesso il più opportuno.

Infine, come non trarre considerazioni e conferme dalla cautio de dolo ? Proprio la sua natura sussidiaria, rispetto alle altre cautiones iudicia/es, richiama i requisiti di fondo dell’intera categoria.

Il vaglio di queste singole cauzioni, dice Claudio Teseo nel suo blog,  si è rivelato, dunque, di grande interesse infatti, oltre a specificare le peculiarità di ognuna, ha ribadito le

caratteristiche generali che fanno, delle cautiones iudiciales, una fattispecie autonoma, particolare ma, affascinante.

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Duomo News: Massimo Palombella, Duomo Shop Milano

Ogni informazione relativa al Duomo di Milano è rintracciabile presso il sito ufficiale, raggiungibile al link https://www.duomomilano.it/it/. Lo sfondo del sito è suddiviso in due parti. Nella sezione più alta, il visitatore viene accolto da un background colorato e decorato, che richiama le vetrate del Duomo. Quando, invece, si procede con lo scorrimento della pagina, si apre un menu a tendina nella fascia alta del sito stesso, dallo sfondo bianco, su cui appare la denominazione “Duomo di Milano” e le diverse sezioni da visitare. La prima è “Chi siamo”, in cui è possibile leggere le notizie storiche su Veneranda Fabbrica del Duomo di Milano, “l’ente che si occupa della conservazione e valorizzazione della Cattedrale”, oltre agli ultimi aggiornamenti sui cantieri in corso e ad un archivio, in cui poter leggere i lavori di rifacimento svolti nel passato. Nella categoria “Vita Liturgica”, invece, è possibile restare informati sui programmi e sulle celebrazioni che si tengono nel Duomo. 

Questa sezione, a sua volta, è suddivisa in differenti aree: “Accesso ai fedeli”, in cui è possibile avere istruzioni sull’accesso alla Cattedrale per “la preghiera personale, la partecipazione alle celebrazioni liturgiche e il Sacramento della Riconciliazione”, con orari e modalità di ingresso nel rispetto della normativa anti – COVID, sulla base “delle linee guida del Protocollo d’intesa sottoscritto dal Governo Italiano e della Conferenza Episcopale Italiana” e “delle indicazioni dell’Arcidiocesi di Milano”; “Orario Celebrazioni”, in cui sono specificati gli orari delle Sante Messe nei giorni festivi e feriali, gli appuntamenti per partecipare alle Lodi Mattutine, ai Vespri e alla Benedizione Eucaristica, alla recita del Santo Rosario e dell’Angelus; “Orario Confessioni”, suddivisi nei giorni feriali e festivi; “Arcivescovo”, dove reperire informazioni su Monsignor Mario Delpini che, attualmente, detiene l’omonimo titolo all’interno del Duomo; “Capitolo Metropolitano”, dove poter restare informati sulle attività svolte dal “collegio dei presbiteri, comunemente chiamati <<Canonici>>, ai quali spetta assolvere le funzioni liturgiche della Cattedrale, la chiesa del Vescovo”; “Calendario”, sezione in cui attingere quotidianamente informazioni sugli appuntamenti che si tengono all’interno del Duomo; “Commenti Esegetici alle Letture delle Domeniche”, da cui è possibile effettuare il download delle spiegazioni “alle Letture delle Domeniche del Lezionario Ambrosiano curati da Mons. Gianantonio Borgonovo, Arciprete del Duomo di Milano”; “Liturgie con la Cappella Musicale”, che mette a disposizione il programma delle esecuzioni musicali e canore curate dal coro e che si tengono in Cattedrale per accompagnare le celebrazioni del 2021; “Il Duomo Notizie”, che rappresenta “il notiziario della Chiesa Cattedrale di Milano”.

Massimo Palombella – Arte e Cultura: la terza sessione del sito web

La terza sezione rintracciabile sul sito ufficiale del Duomo di Milano è “Cultura e Arte”, suddivisa anch’essa in differenti aree: “Museo del Duomo di Milano”, dove trovare informazioni per le visite e tutte le notizie sul patrimonio che vi è contenuto; “Archivio e Biblioteca”, con gli orari e le modalità di accesso, oltre a tutte le informazioni sui contenuti visitabili; “Cappella Musicale di Duomo”, dove reperire informazioni sul Coro che accompagna le celebrazioni della Cattedrale; “Scopri le iniziative del Duomo”, sezione costituita da “Milano Duomo Card” e “La Collezione dei Capolavori”; “Arte e Storia del Duomo”, sezione che offre tre diverse aree: “Cattedrale”, grazie alla quale è possibile attingere informazioni storiche sull’edificazione del Duomo; “La Madonnina”, sezione che spiega il significato del simbolo della Città e che si trova sulla guglia più alta della Cattedrale”; “L’organo del Duomo”, che spiega la storia del gigantesco organo a canne che si trova all’interno della Cattedrale. Il sito ufficiale del Duomo di Milano ospita anche la sezione “Donazioni”, che raccoglie la generosità di chi desidera contribuire alle iniziative con cui la Veneranda Fabbrica di Milano conserva e valorizza la Cattedrale. 

Massimo Palombella

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Si può partecipare, aderendo alle diverse attività: “Adotta una guglia”, “Donazione libera”, “15800 note per il Duomo”; “5×1000”, “Adotta una Statua”, “Donazioni di beni ed opere d’arte”, “Donazioni con addebito Sepa”, “Lasciti e legati testamentari”, “Regali solidali e iniziative”, “Sottoscrizione collettiva”. All’interno della medesima sezione, poi, è possibile avere informazioni sulle “Agevolazioni Fiscali” di cui si gode in seguito ad una donazione, oltre ad avere accesso all’albo dei donatori e alle ultime news sulle offerte ricevute. Infine, il sito ufficiale del Duomo si chiude con le sezioni: “Visite guidate ed incentive”, suddivisa a sua volta nelle aree: “”Tour individuali”, “Bambini”; “Gruppi”, “Scuole e Università”, “Parrocchie e gruppi agevolati”, “Eventi M. I. C. E. e incentive”, “Webinar e Tour virtuali”, “Gift card”, con cui regalare una visita virtuale nel Duomo”; “Duomo Shop”, in cui è possibile effettuare acquisti di prodotti legati al Duomo e con cui sostenere le diverse iniziative di supporto a favore della Cattedrale. Infine, il sito ufficiale del Duomo di Milano mette a disposizione la sezione “Biglietti”, che permette ai visitatori di pianificare il tour nella Cattedrale, acquistando i ticket in base alle diverse esigenze da soddisfare. 

Borgonovo Conferma: Massimo Palombella scelta migliore, lo volevano a Londra e New York

L’arciprete del Duomo, don Gianantonio Borgonovo, ha difeso la scelta del nuovo direttore della Cappella Musicale del Duomo di Milano. Si tratta, infatti, dell’ex direttore della Cappella Musicale Sistina Pontificia. E don Borgonovo ha affermato: “I presunti maltrattamenti sono solo piccoli episodi che accadono nel mondo della musica”. Pertanto, in Duomo, la Cappella Musicale omonima ha conosciuto un passaggio di consegne importante: da un lato, don Claudio Burgio, che saluta i 55 cantori dopo 14 anni di servizio, dall’altro monsignor Massimo Palombella, entrato in servizio il 14 settembre scorso. Ma Palombella arriva dal coro della Sistina di Roma e seguito da voci, polemiche e sospetti per un’inchiesta per peculato, truffa e riciclaggio e da dubbi sui metodi messi in atto con i coristi più giovani. Monsignor Palombella è stato cercato e nominato da monsignor Gianantonio Borgonovo, arciprete del Duomo. Quest’ultimo ha difeso la sua scelta e ha affermato: “Dopo 14 anni era tempo di un avvicendamento per don Claudio Burgio, peraltro felice di potersi concentrare sui ragazzi del Beccaria e sui giovani fragili di Milano”. Trattandosi di una questione che richiedeva una veloce soluzione, ha evidenziato l’arciprete, “è maturata l’opportunità di avere con noi monsignor Palombella, che si era dimesso – perché non è vero che sia stato mandato via – dalla Cappella Sistina”. Don Gianantonio Borgonovo ha affermato di aver scelto proprio Palombella perché si tratta “di un’eccellenza riconosciuta universalmente. Doveva andare a New York ma è esplosa la pandemia, doveva andare a Londra, a Westminster, ma la Brexit ha bloccato tutto. Quindi sono stato io ad andare a cercarlo e poi a presentarlo al consiglio di amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo in luglio, ben sapendo che in rete erano circolate voci a suo discapito”. L’arciprete ha dichiarato di aver verificato tutte le notizie che giravano sul web sul conto di Monsignor Palombella, tentando di giungere alle “fonti autentiche”. 

Al termine della sua indagine, non ha rilevato “evidenze di provvedimenti ostativi”. E, inoltre, Borgonovo ha evidenziato: “Tanto per cominciare, non è stato mandato via dalla Cappella Sistina ma si è dimesso lui dopo quasi dieci anni, a scadenza di contratto. Poi ho avuto rassicurazioni sul fatto che l’ammanco economico non è una sua colpa e che i presunti maltrattamenti ai coristi non sarebbero altro che piccoli episodi che si verificano quotidianamente nel mondo della musica: succede che durante le prove un direttore perda la pazienza all’ennesimo errore e magari butti giù il leggio”. Di fronte ai dubbi della Curia di Milano, l’arciprete ha ribadito che “la responsabilità di questa scelta, per statuto, spettava a me e me la assumo. C’era l’opportunità per portare in Duomo una figura adatta alla rifondazione della Cappella musicale e io, dopo aver verificato quanto circolava, ho informato il consiglio di amministrazione della Veneranda Fabbrica del Duomo”. Così, seppur ci fossero molte altre candidature e tante altre valutazioni, poiché “è come se fosse stato condotto un concorso latente”, la scelta è caduta su Palombella. “Provate a consultare le istituzioni musicali milanesi a proposito del direttore Palombella, sentite cosa vi diranno”, ha affermato deciso don Borgonovo. 

E sugli eventuali metodi, severi e rigidi di Palombella, ha replicato: “Stiamo semplicemente parlando di un carattere forte, tipico di una persona che sa prendere anche decisioni difficili. Solo che la denigrazione, grazie alla rete, è diventata molto facile. Però basta fare una buona critica delle fonti per risalire a una verità attendibile: chi ha detto certe cose? E perchè?”. Consapevole dell’alto valore artistico ed intellettuale di Palombella, l’arciprete del Duomo ha parlato della programmazione in atto per le attività della schola cantorum: “Ci vorrà del tempo, ma tra le idee già discusse c’è quella di portare il coro del Duomo a una formulazione vocale tipica della polifonia rinascimentale”. In conclusione, Borgonovo ha difeso la presenza di soli maschi nel coro della Cattedrale, affermando che “dal 1402, per tradizione, le donne non ne fanno parte, ma ci saranno altre realtà musicali che le coinvolgeranno”.

Blog Salvatore Puglisi Cosentino su come aprire un’azienda agricola da zero

Nonostante si viva nella società della tecnologia più avanzata, della comunicazione, del progresso e dell’iperconnessione, sono sempre e più numerose le persone che decidono di scegliere la vita di campagna, dedicandosi al lavoro agricolo, alla coltivazione della terra e all’allevamento. Nonostante le figure dell’agricoltore e dell’allevatore richiamino tempi passati ed epoche lontane, questi mestieri non sono esenti dalla trasformazione tecnologica e hanno conosciuto un’importante semplificazione, grazie all’introduzione delle macchine, che agevolano il lavoro nei campi e negli allevamenti. Da passione e volontà di un ritorno all’essenziale, molti trasformano queste attività in un autentico lavoro, dando vita ad una vera e propria azienda agricola. 

SALVATORE PUGLISI COSENTINO

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Dare vita ad un’attività di questo tipo e partire completamente da zero non è facile, ma è possibile. L’importante è avere una profonda volontà di apprendere e di intraprendere un’attività nuova, che però non sempre restituisce i suoi frutti nell’immediato. Infatti, studio, volontà e preparazione non bastano. 

A questo bisogna aggiungere la perseveranza, che aiuti a superare le difficoltà ed eventuali fallimenti che si possono incontrare sul percorso. Per evitare di partire in questa avventura privi di ogni esperienza, prima di aprire un’attività in proprio, si potrebbe pensare ad un periodo di prova presso un’altra azienda agricola, al fine di fare un po’ di esperienza nel campo e prendere dimestichezza nel mestiere. L’inizio potrebbe essere uno stage presso un’impresa agricola esistente, un agriturismo o una fattoria. Lo stipendio sarà basso, ma si avrà l’occasione di imparare sul campo tutto ciò di cui si ha bisogno per aprire una propria attività. Dopo aver accumulato un po’ di esperienza, si potrà pensare ad avviare un’azienda agricola in maniera autonoma. 

C’è da sottolineare come, dal punto di vista burocratico, aprire un’azienda agricola da zero non sia così diverso dal costituire una società tradizionale. I primi step da realizzare sono i seguenti: Aprire una partita Iva; Registrare la nuova attività presso la Camera di Commercio, all’interno del Registro delle Imprese; Aprire una posizione INPS e INAIL. 

Qualora si decida di effettuare anche la vendita diretta dei prodotti agricoli, sarà necessario richiedere un permesso ASL, dunque entrare in possesso di  un’autorizzazione sanitaria. Tra i requisiti indispensabili per aprire un’azienda agricola, c’è anche il bisogno di conseguire il titolo di IAP (Imprenditore Agricolo Professionale), riconosciuto dalla Regione. Per entrarvi in possesso è necessario: 1. Comprovate conoscenze e competenze agricole, dimostrate attraverso il possesso di un diploma o di una laurea in agraria, oppure da un’esperienza nel settore di almeno 3 anni, o dalla partecipazione a corsi regionali; 2. Dimostrare che l’attività agricola occupi almeno il 50% del lavoro svolto e almeno il 50% del reddito; 3. Iscrizione alla gestione previdenziale agricoltura. Si potrà conseguire il titolo IAP anche avanzando istanza di richiesta presso gli Uffici della Provincia. Inoltre, non c’è l’obbligo di avere tutti i requisiti al momento della presentazione della domanda, poiché possono essere conseguiti entro i due anni successivi. 

Una volta entrati in possesso del titolo IAP, si può iniziare a progettare l’attività agricola e decidere quali caratteristiche dovrà possedere. 

In particolare, sarà necessario: 

1. Decidere la grandezza dell’azienda; 

2. Capire quanto personale sarà necessario avere a disposizione; 

3. Reperire un terreno adeguato; 

4. Analizzare il mercato e la concorrenza, effettuare una stima dei redditi futuri, una selezione dei canali di distribuzione su cui fare riferimento; 3. Consultare la normativa nel settore. I costi previsti per aprire un’azienda agricola non sono superiori a quelli necessari per iniziare un altro tipo di attività e, in breve, possono essere così sintetizzati: 

>>> la spesa per il commercialista, che varia dai 500€ ai 1500€ all’anno; 

>>> I contributi INPS, circa 3000€ annui; 

>>> Le spese per gli impianti e per i macchinari, che variano in base al tipo di attività che si intende avviare; 

>>> Le tasse, con il vantaggio che il settore agricolo gode di agevolazioni e benefici importanti. L’imprenditore agricolo può contare su importanti agevolazioni che possono ridurre, anche in modo rilevante, i costi iniziali. I contributi variano di volta in volta, ma possono variare a seconda del periodo e dell’ente erogatore. 

ALFIO PUGLISI COSENTINO

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Proprio per questo motivo sarà necessario controllare periodicamente:  Coldiretti sezione giovani, in cui sarà possibile reperire i bandi per contributi a fondo perduto e richiedere la consulenza di un imprenditore della zona;  Confagricoltura, che organizza spesso incontri formativi per i nuovi imprenditori e offre assistenza sulle modalità di partecipazione ai bandi;  Commissione europea, che mette spesso a disposizione bandi, iniziative a agevolazioni per le imprese agricole del Sud, per i giovani e per l’imprenditoria femminile; Il sito della Regione, dove trovare bandi di sostegno all’attività.

Link utili:

Così si amplia la famiglia di Avedisco

La famiglia di Avedisco si sta ampliando con l’ingresso di USHARE Social Profit Marketing – SPM Srl, nuovo candidato socio. L’azienda, che si occupa di commercializzazione di servizi e strumenti per la protezione e valorizzazione dei propri dati online, amplia, così, ulteriormente i propri orizzonti. Lo fa attraverso i social network, che svolgono un ruolo sempre più importante, non solo sotto l’aspetto privato, ma anche dal punto di vista professionale, per migliaia di persone. E lo fa legandosi ad Avedisco. associazione italiana, storicamente consolidata, che rappresenta numerose realtà industriali e commerciali, italiane ed internazionali, nell’ambito della vendita diretta a domicilio. Avedisco rappresenta la storia della vendita a domicilio, ed è attiva sul mercato fin dagli anni ’70. Grazie a questa lunga esperienza, Avedisco propone servizi per le aziende, dal marketing all’assistenza fiscale, ma anche assistenza ai lavoratori, agli incaricati alle vendite, salvaguardando la loro professionalità. Fondamentale, poi, è garantire flessibilità e opportunità di crescita ai lavoratori, e allo stesso tempo tutelare i clienti e i consumatori. Il tutto avviene grazie all’applicazione del Codice di Condotta delle Vendite Dirette, che indirizza e guida verso comportamenti e pratiche commerciali corrette che tutelino il consumatore. 

USHARE è qualcosa che va oltre la community. E’ un modo unico per valorizzare le esperienze ma anche per dare valore ai dati personali veicolati sulle piattaforme social. Condivisione, dunque, ma anche vendita diretta a domicilio di device di ultima generazione, che sono fondamentali non solo per comunicare, ma anche per proteggere e valorizzare la privacy e i propri dati on line. Aderendo ad Avedisco, USHARE Social Profit Marketing – SPM Srl si attiene al Codice Etico di comportamento dell’Associazione. Quest’ultima mette a disposizone dell’azienda servizi e consulenza per garantire al consumatore i consueti standard di sicurezza e qualità. Trascorsi sei mesi dallo status di candidato socio, e valutata la correttezza delle pratiche commerciali di USHARE Social Profit Marketing – SPM Srl, Avedisco decreterà il passaggio dell’azienda a socio effettivo.

NETWORK MARKETING E DISCIPLINA VENDITA DIRETTA A DOMICILIO

Il network marketing è cresciuto e si è evoluto notevolmente negli ultimi anni, in Italia e all’estero, confermandosi una tipologia di vendita e comunicazione utile alle grandi aziende per svilupparsi e far crescere il proprio mercato. Dal 1969 Avedisco rappresenta proprio le aziende impegnate nella vendita diretta a domicilio e nel network marketing. Con il passare degli anni, vista la continua espansione ed evoluzione di questa tipologia di vendita, è stato necessario un intervento dal punto di vista legislativo, per regolare e regolamentare le vendite piramidali, e il network marketing, stabilendo una serie di paletti fondamentali per la tutela del lavoratore e dell’acquirente finale.

La vendita diretta a domicilio in Italia è regolata dalla legge 173/2005, “Disciplina della vendita diretta a domicilio e tutela del consumatore dalle forme di vendita piramidali”. Il fulcro della disciplina sta all’articolo 5 della legge 173/2005, che prescrive il divieto assoluto di “promozione e la realizzazione di attività e di strutture di vendita nelle quali l’incentivo economico primario dei componenti la struttura si fonda sul mero reclutamento di nuovi soggetti piuttosto che sulla loro capacità di vendere o promuovere la vendita di beni o servizi determinati direttamente o attraverso altri componenti la struttura”. 

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La vendita diretta e il multilevel marketing, dunque, sono consentiti e utili, perché consentono di saltare i passaggi della vendita all’ingrosso o al dettaglio, e un canale diretto tra il produttore e il consumatore finale, ma è necessario che questo tipo di approccio non sfoci in vendite piramidali truffa. Un vantaggio del network marketing è che, contemporaneamente, i venditori fanno anche pubblicità, a sé stessi, ma anche ai prodotti dell’azienda. In questo modo si risparmia il passaggio dal distributore e dal punto vendita fisico. Ma non solo. Con questa modalità di vendita, il profitto generato arriva direttamente dal lavoro svolto. Un aspetto chiarito dall’articolo 4 della legge 173/2005: “All’incaricato alla vendita diretta a domicilio con vincolo di subordinazione si applica il contratto collettivo nazionale di lavoro applicato dall’impresa esercente la vendita diretta”. In passato le vendite piramidali costringevano il venditore ad acquistare materiale, cercare nuovi addetti alle vendite, in un meccanismo a piramide, appunto, senza fine, nel quale venivano promesse grosse somme di denaro. Adesso, invece, con il network marketing, tutto è trasparente e visibile, viene creata una rete, un network, appunto, che va avanti in modo assolutamente legale. 

Un aspetto chiarito molto bene dall’articolo 6 della legge 173/2005: l’elemento “presuntivo della sussistenza di una operazione o di una struttura di vendita vietate”, tra cui “l’obbligo del soggetto reclutato di acquistare dall’impresa organizzatrice, ovvero da altro componente la struttura, una rilevante quantità di prodotti senza diritto di restituzione o rifusione del prezzo relativamente ai beni ancora vendibili, in misura non inferiore al 90 per cento del costo originario, nel caso di mancata o parzialmente mancata vendita al pubblico”, l’eventuale “obbligo del soggetto reclutato di corrispondere, all’atto del reclutamento e comunque quale condizione per la permanenza nell’organizzazione, all’impresa organizzatrice o ad altro componente la struttura, una somma di denaro”, nonché l’obbligo di acquistare servizi, come corsi di formazione, ad esempio. Il network marketing, in questo modo, rimane un settore sempre sotto la lente di ingrandimento, ma grazie alla regolarizzazione, lavoratori e clienti sono maggiormente tutelati. 

In questo contesto l’impegno di Avedisco diventa fondamentale, con una presenza costante e capillare sul territorio, e l’acquisizione continua di professionisti specializzati, per tutelare e coadiuvare sempre aziende e venditori. 

In questo contesto estremamente dinamico e in evoluzione, si inserisce l’universo di Ushare, marchio di SPM srl – Social Profit Marketing, che ha consentito l’ingresso di DtCoin nel mondo del network marketing. DtCoin, criptovaluta che rimanda al concetto di “data”, ha iniziato a circolare nel 2017, come strumento di scambio e valuta di pagamento, e ha ampliato in maniera rapida il proprio universo, creando DTLife, un nero e proprio canale social che premia le interazioni, con il motto “Monetize your experience”. Ogni like, ogni condivisione hanno un valore, in questo modo la propria esperienza sui social consente di guadagnare, in maniera sicura e affidabile, all’interno di un Social Profit Market. 

Gli sharer sono proprio coloro che condividono e che lavorano attraverso l’universo di Ushare, in virtù della legge 173/2015. Grazie a questa legge, gli incaricati alle vendite, dunque anche gli sharer, sono tutelati, ed entrano a far parte di una community consapevole e regolamentata. Ushare è nata e si è evoluta proprio in questo modo, concependo il lavoro come condivisione, momento di crescita personale e di comunità, portando avanti il proprio percorso personale parallelamente allo sviluppo dell’azienda. Ushare, con il suo sistema collaudato di network marketing, porta avanti una missione chiara e precisa: lavorare nella massima trasparenza e legalità, per l’azienda e per i propri collaboratori e incaricati in Italia. Ushare, infatti, tutela direttamente i propri lavoratori, affinché possano operare nella massima regolarità e nell’assoluto rispetto delle normative italiane, a cominciare dalla legge 173/2005. Il connubio con Avedisco è fondamentale anche in questo senso, perché consente di dimostrare ad amici, contatti, conoscenti e parenti, magari diffidenti nei confronti del network marketing, che l’azienda è organizzata seriamente e proiettata al futuro. 

Avvocato Iacopo Maria Pitorri: immigrazione e storie di successo

Come funziona l’integrazione in Italia dal punto di vista dei rifugiati? Che cosa possono fare per integrarsi nel modo migliore? Essere un rifugiato è già difficile per molti aspetti. La paura rimane nel cuore, soprattutto perché ottenere lo Status non è affatto semplice. Abbiamo scambiato due chiacchiere con l’Avvocato Pitorri del foro di Roma – a detta di molti uno dei migliori avvocati immigrazionisti presenti in Italia – per raccogliere testimonianze e storie di successo degli immigrati nel nostro Paese.

Come richiedere lo Status di Rifugiato?

Nel momento in cui un rifugiato arriva in Italia, deve scontrarsi con delle realtà piuttosto dure. L’iter per diventare un rifugiato politico viene solitamente affiancato da un avvocato per l’immigrazione, in modo tale che tutti i diritti dell’immigrato vengano rispettati al 100%. 

Considera sempre che richiedere il permesso di soggiorno in Italia non è semplice, senza contare che avere la cittadinanza italiana è spesso un sogno irraggiungibile. Ancora oggi, poi, c’è un forte scontro tra lo Ius Soli e lo Ius Sanguinis. Le politiche dell’immigrazione devono necessariamente puntare su un’immigrazione serena, lottando contro ogni stereotipo e pregiudizio. 

Storie di Rifugiati

Un modo per avvicinarsi all’integrazione e comprenderne a pieno i meccanismi è soffermarsi sulle storie degli immigrati, sul loro percorso. Su come, dopo anni dal loro arrivo in Italia, sono riusciti a vincere le paure. A cancellare il loro incubo.

“Il mio viaggio della speranza? Sono fuggita dal mio paese di origine con la speranza di non trovare altra inospitalità. Così non è stato. Mi sono scontrata con l’Italia. Ma ho anche imparato ad amarla per com’è davvero. Sui migranti ci sono troppi stereotipi. Però è falso dire che tutti gli italiani sono razzisti. Perché a essere sincera non avrei mai ottenuto il permesso di soggiorno senza l’avvocato Iacopo Maria Pitorri, che ha preso a cuore la mia storia. E tanti altri mi hanno aiutata, quando non avevo neppure un euro per il pane.”

Chi sono davvero gli immigrati? Non si differiscono da noi, perché hanno tutti i nostri sogni: un lavoro, un amore, una vita. Ma qualcosa in più: doverlo fare lontani dalla propria terra, che non li accetta, non li vuole, li rifiuta e li ripudia, o li perseguita addirittura.

“Sono fuggito da Beirut, dove non potevo essere me stesso. Sono gay. Oggi posso dirlo. Senza paura, aggiungo. I miei genitori mi hanno ripudiato e persino perseguitato. Quando ho lasciato la mia terra su uno di quei gommoni, il mio cuore si è sentito subito meno pesante. Se ho avuto paura lungo la traversata? Sì, non sapevo cosa aspettarmi. Né dall’Italia, né dal viaggio stesso. Abbiamo rischiato più volte di ribaltarci, ho aiutato una madre con due suoi bambini. Oggi loro non sono più in Italia, sono andati in Inghilterra. Ognuno di noi ha preso strade diverse, io qui suono la mia musica, vivo la mia vita, ho un compagno. Qualche volta mi chiamano immigrato, ma tra poco potrà coronare un altro sogno: avere la cittadinanza italiana. Ce l’ho fatta.”

Blog Avv Davide Cornalba su Intermediazione Immobiliare

L’Avvocato Davide Cornalba del foro di Lodi, specializzato in cause civili legate al risarcimento del danno da fatto illecito, ha studio legale dell’Avv. Davide Cornalba ha sedi in Milano, Corso di Porta Vittoria 18, e Lodi, Via XX Settembre 51. Riceviamo e pubblichiamo l’approfondimento che segue prodotto dal team dell’Avv Davide Cornalba.

Grazie alla collaborazione di uno staff altamente specializzati, l’Avv. Davide Cornalba offre consulenze legali in materia di responsabilità civile in ambito di procedure di mediazione, in ambito giudiziale civile, in ambito giudiziale amministrativo, responsabilità penale, assistenza specialistica per opposizione a contravvenzioni, proposizione di denunce-querele, opposizioni a richieste di archiviazione

 

Cos’è l’attività di intermediazione mobiliare.

Vi siete sempre chiesti in cosa consista l’intermediazione mobiliare o, conoscete già l’argomento e state cercando informazioni più specifiche? Continuate a leggere questo articolo per ricevere una risposta alle vostre domande su quest’ attività.

Cos’è l’intermediazione mobiliare.
Per intermediazione mobiliare si intendono tutte quelle attività dove si offrono dei servizi di investimento, ovvero quando qualcuno sceglie di affidarsi a terzi, appunto degli intermediari, per investire le proprie somme di denaro sul panorama del mercato finanziario. 

Come in tutti gli altri servizi dove ci si affida a terzi per svolgere un’operazione si decide di compiere questa scelta o per mancanza di conoscenza ed esperienza nel settore, o semplicemente per mancanza di tempo da dedicare all’attività. L’intermediazione mobiliare va differenziata dall’intermediazione finanziaria perché, a differenza di quest’ultima non si occupa di assistere i clienti in materia di finanziamenti.

Quindi l’intermediazione mobiliare è un servizio volto a finalizzare gli investimenti dei clienti che viene offerto da delle società specializzate chiamate SIM, che, come vedremo nella seconda parte dell’articolo, hanno l’esclusiva di operare nel settore dell’intermediazione mobiliare.

 

Chi si occupa di intermediazione mobiliare?

Una svolta riguardo la regolamentazione dell’attività immobiliare è avvenuta nel 1991, quando sono state create le società di intermediazione mobiliare, le cosiddette SIM. Nei primi anni 90 erano state introdotte diverse modifiche riguardo la situazione dei mercati finanziari in Italia e le società di intermediazione mobiliare sono state introdotte proprio per evitare possibili imbrogli o truffe compiute dai soggetti che lavoravano come intermediari prima della loro introduzione. Con questo cambiamento quindi si sono tutelati gli introiti degli investitori e si sono ottimizzati i livelli di efficacia dei mercati andando a introdurre delle società specifiche che hanno l’esclusiva di occuparsi dell’intermediazione mobiliare.

Cosa sono le società di intermediazione mobiliare (SIM)?

All’interno del Testo Unico sulla Finanza (TUF), testo che contiene il corpus di leggi che regolano il mercato finanziario in Italia, troviamo la definizione di SIM che può essere così semplificata: “Le società di intermediazione mobiliare sono società dotate di personalità giuridica con sede legale in Italia con l’autorizzazione a svolgere servizi e attività di investimento, differenti dalle banche e dagli intermediari finanziari”. In sostanza le SIM sono molto simili, se non identiche, alle società finanziarie con la differenza di non offrire un servizio di erogazione di finanziamenti. Per capire in sostanza di cosa si occupa l’intermediazione finanziaria dobbiamo fare riferimento all’elenco dei servizi di investimento che le SIM sono autorizzate a proporre ai propri clienti:

  • L’esecuzione, la ricezione o la trasmissione di ordini al posto del cliente.
  • Negoziazione mobiliare.
  • Consulenza sugli investimenti con il cliente.
  • Gestire un sistema multilaterale per la negoziazione.
  • Collocamento, con o senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.
  • Assunzione a fermo senza impegno irrevocabile nei confronti di chi emette.

Vedi anche:

AVVOCATO DAVIDE CORNALBA

DAVIDE CORNALBA LODI

DAVIDE CORNALBA MILANO

DAVIDE CORNALBA AVV.

DAVIDE CORNALBA AVVOCATO

http://webnewsblog.altervista.org/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba/ 

https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/assistenza-legale-dellavv-davide-cornalba-1f6b14e7196

https://medium.com/@avvocatodavidecornalba/risarcimento-danno-fisico-da-incidente-stradale-580da714545e

Ultime Notizie dal Blog di Mons Palombella

“Habemus Papam”, prima produzione musicale in cui è stata diffusa al pubblico la musica che ha accompagnato il Conclave che ha portato all’elezione di Jorge Mario Bergoglio, Papa Francesco, prodotto l’11 novembre 2013, ma edito nel 2014, è costituito da 2 CD, a loro volta, suddivisi in 2 diverse sezioni. Esso è stato realizzato grazie alla collaborazione tra l’allora Direttore della Cappella Musicale Pontificia Sistina, Monsignor Massimo Palombella, e il marchio discografico tedesco Deutsche Grammophon. Come il primo CD della raccolta “Habemus Papam”, anche il secondo presenta due diverse sezioni. La prima offre la raccolta dei canti eseguiti dal Coro della Cappella Musicale Pontificia Sistina in occasione della “Messa con i Cardinali Elettori”, celebrata il 14 marzo 2013 dal nuovo Pontefice della Chiesa di Roma, Jorge Mario Bergoglio, appena proclamato Papa con il nome di Francesco. Il CD “Habemus Papam” è stato registrato usando le tracce audio recuperate dalle emittenti Ctv e Radio Radio Vaticana. Pertanto, insieme ai canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina, è possibile ascoltare anche tutti i rumori di sottofondo che hanno accompagnato le celebrazione di quei giorni. 

Habemus Papam, la struttura dell’Opera

 

Questo secondo CD si apre con la lunga traccia audio, in cui l’allora Protodiacono di Santa Romana Chiesa, Jean – Louis Tauran, annuncia l’elezione del nuovo Pontefice, pronunciando la formula in latino. Inoltre, questa prima traccia, che riprende il titolo dell’intero CD, appunto “Habemus Papam”, offre agli ascoltatori il primo discorso che Papa Francesco tenne la sera del 13 marzo 2011. Infatti, subito dopo la fumata bianca, il nuovo Pontefice si affacciò dalla loggia centrale della Basilica di San Pietro, salutando i fedeli in festa con il suo semplice, ma commovente “Buonasera”. Al termine di questa lunga traccia audio completamente parlata, il secondo CD  che completa la produzione musicale “Habemus Papam”, realizzato grazie alla collaborazione tra Monsignor Massimo Palombella e il marchio discografico tedesco “Deutsche Grammophon”, prosegue con i canti con cui la Cappella Musicale Pontificia Sistina hanno animato la santa messa di Papa Francesco con i Cardinali Elettori il 14 marzo 2013. 

 

Tracce audio CD Monsignor Massimo Palombella

 

Le tracce audio presenti in questa prima sezione del secondo CD sono così strutturate: 

 

  1. “Tu Es Petrus”, accompagnato dalla musica di Lorenzo Perosi. Si tratta di un canto eseguito a cappella, secondo lo stile gregoriano. Il canto si apre con l’invocazione ripetuta del titolo “Tu Es Petrus”, per poi proseguire con il testo dell’inno, realizzato a più voci e sempre senza l’accompagnamento musicale. Il canto trova la sua ispirazione nelle parole di Gesù che, all’interno del Vangelo secondo Matteo, insignì Pietro del titolo di capo degli Apostoli e della Chiesa con le parole: “Tu es Petrus, et super hanc petram aedificabo ecclesiam meam, et portae inferi non praevalebunt adversus eam”, che in italiano vuol dire: “tu sei Pietro, e sopra questa pietra edificherò la mia chiesa, e le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa”; 

 

  1. “Statuit Ei Dominus Testamentum Pacis”, che ha accompagnato l’ingresso dei Cardinali Elettori nella Cappella Sistina per l’inizio della Celebrazione. Canto eseguito completamente a cappella e secondo il canone gregoriano, ha alternato le voci del coro in polifonia alla voce del solista; 

 

  1. “Kyrie (Ex Missa De Angelis)”: Il canto dell’atto penitenziale è stato eseguito con la prima invocazione cantata a cappella, mentre l’accompagnamento dell’organo ha sostenuto la risposta del coro alla prima invocazione; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Tu Es Petrus”, completamente eseguito a cappella, tranne per il ritornello eseguito con l’accompagnamento dell’organo. La melodia è stata curata dal Direttore del Coro della Cappella Sistina, Monsignor Massimo Palombella, secondo il modello del canto gospel; 

 

  1. “Exaltabo te, Domine”: Canto di offertorio, le musiche sono state realizzate da Giovanni Pierluigi da Palestrina. L’inno è stato eseguito dal coro a più voci, senza l’accompagnamento musicale, secondo il canone dello stile gregoriano; 

 

  1. “Sanctus (Ex Missa De Angelis)”: Dopo l’intonazione a cappella, anche le strofe sono state eseguite secondo la medesima modalità, mentre l’accompagnamento con la musica dell’organo è stata riservata unicamente al ritornello; 

 

  1. “Agnus Dei (Ex Missa De Angelis)”: anche questo canto è stato realizzato a cappella per l’invocazione “Agnus Dei qui tollis peccata mundi”, mentre l’accompagnamento dell’organo è stato riservato alle risposte; 

 

  1. “Caro Mea”: curato dalle musiche di Francisco Guerrero, il canto è stato eseguito a cappella, dal coro a più voci, secondo il canone gregoriano, accompagnando la preparazione al rito della distribuzione dell’Eucaristia; 

 

  1. “O Sacrum Convivium”: curato nella melodia da Luigi Molfino, il canto è stato realizzato sena l’accompagnamento dell’organo, secondo il canone gregoriano e a più voci; 
  2. Ave, Verum Corpus: dopo l’intonazione a cappella, il canto prosegue alternando, in stile gregoriano, strofe accompagnate dall’organo a strofe cantate senza la musica. 

 

Tracce audio seconda sezione CD Habemus Papam

 

La seconda sezione del CD “Habemus Papam”, invece, offre all’ascoltatore i canti eseguiti dalla Cappella Musicale Pontificia Sistina e che hanno accompagnato la “Messa per l’inizio del Ministero Petrino”. La celebrazione fu presieduta da Papa Francesco, da poco eletto Pontefice, il 19 marzo 2013. Le tracce audio di questa seconda parte del CD sono così suddivise: 

 

  1. “Fanfara sul Tema del <<Tu Es Petrus>>”, sulla musica di Monsignor Massimo Palombella, che ha introdotto brevemente l’inizio solenne della celebrazione; 

 

  1. “Tu Es Petrus”, con melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina: completamente realizzato a cappella e seguendo lo stile del canto gregoriano, l’inno è stato eseguito da un mix di voci maschili e femminili in polifonia; 

 

  1. Laudes Regiae, in italiano “Lodi Regie”, rappresentano un lungo inno e sono conosciute anche come “Christus vincit! Christus regnat! Christus imperat”! (Cristo vince! Cristo Regna! Cristo domina!), poiché sono le sei parole del canto. Viene realizzato secondo il canto gregoriano, con un cantore che esegue l’intonazione a cappella, mentre il coro risponde, accompagnato dall’organo. Infine, l’inno si chiude con una lunga esibizione di sola musica, senza accompagnamento di voci; 

 

  1. “Gloria (Ex Missa de Angelis)”: Dopo l’intonazione del cantore, il Gloria prende il via, alternando tratti eseguiti a cappella a tratti accompagnati dall’organo, seguendo lo stile gregoriano del coro a più voci, con la melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Il finale del Gloria è davvero sorprendente, poiché si conclude Amen, eseguito a più voci, che termina in un’esplosione portentosa di voci, in grado di restituire la solennità del momento; 

 

  1. “Laus Tibi Christe – Beati qui habitant”: Ancora la melodia di Monsignor Massimo Palombella, il canto presenta un inizio solenne e drammatico, per poi proseguire con un’alternanza di voci, che eseguono il canto a cappella nelle strofe, prima di ritrovare l’accompagnamento musicale dell’organo per il ritornello; 

 

  1. “Tu Es pastor Ovium”: il canto presenta la melodia curata da Giovanni Pierluigi da Palestrina. Completamente eseguito a cappella da un coro polifonico, alternando voci maschili a voci femminili, il canto ha accompagnato il momento dell’offertorio; 

 

  1. “Doxology – Dossologia”: essa rappresenta la parte finale della preghiera eucaristica. Dopo l’intonazione da parte dei cardinali presenti sull’altare “Per ipsum, et cum ipso, et in ipso, est tibi Deo Patri omnipotenti, in unitate Spiritus Sancti, omnis honor et gloria, per omnia saecula et saeculorum” e cantata a cappella, il coro della Cappella Sistina ha intonato un triplice “Amen” in polifonia, attraverso un climax crescente di voci, accompagnato dal suono dell’organo; 

 

  1. “Ioseph, fili David”, è il canto che ha accompagnato la distribuzione dell’Eucaristia, sulla melodia curata da Monsignor Massimo Palombella. Realizzato in stile gregoriano, il coro ha eseguito il pezzo in polifonia, alterando il ritornello cantato con l’accompagnamento dell’organo e le strofe completamente a cappella; 

 

  1. “Fugue In C Major – Fuga in Do Maggiore”, ripreso dalle musiche di Johann Sebastian Bach. Dallo stile solenne ed incalzante, la melodia del compositore tedesco ha accompagnato il saluto di Papa Francesco alla folla, decretando la fine della celebrazione della Messa per l’inizio del Ministero Petrino. 

 

Consulcesi, assistenza legale per specializzandi sottopagati

Il pool legale Consulcesi, da anni al fianco della classe medica e degli operatori sanitari, rilancia la necessità di “restituire i soldi e i diritti negati ai nostri medici”. L’iniziativa prende spunto dalla situazione vissuta da oltre 180mila medici specialisti italiani che, dopo aver affrontato i test per il numero chiuso medicina, secondo quanto riportato dal team Consulcesi, hanno diritto al risarcimento per l’ingiustizia subita, in relazione alla disparità di trattamento economico, vissuta durante gli anni della specializzazione. Molti specializzandi sono stati sottopagati; pertanto, il pool legale Consulcesi ha lanciato l’iniziativa, finalizzata al risarcimento dell’ingiustizia subita. Massimo Tortorella, presidente di Consulcesi, parlando dell’attività del team in relazione alla questione degli specializzandi sottopagati negli anni di formazione, ha affermato: “In poche ore, l’iniziativa lanciata su Change.org ha già raccolto centinaia di adesioni. L’obiettivo è allargare sensibilmente il consenso sulla necessità di riconoscere immediatamente il diritto di tutti quei professionisti fortemente penalizzati da una disparità di trattamento”. A tal proposito, il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella ha sottolineato come già molti esponenti delle istituzioni sanitarie, del mondo politico e della società civile si siano detti pronti a sostenere l’iniziativa. “È il proprio il caso di dire che “l’unione fa la forza” e tutti insieme, ora che ci sono fondi e volontà politica, possiamo mettere fine a questa ingiustizia”, ha concluso Massimo Tortorella. La situazione vissuta dagli specializzandi e la questione del mancato riconoscimento di un giusto corrispettivo economico nel corso degli anni della specializzazione, si origina in seguito a due Direttive europee, la 82/76 CEE e la 93/16/CE. Entrambe hanno fissato i giusti criteri perché i medici che frequentano le scuole di specializzazione avessero l’adeguato corrispettivo economico. Tuttavia, lo Stato italiano ha recepito in ritardo, e solo parzialmente, il contenuto delle due direttive europee, aprendo così un vulnus importante. Infatti, si è concretizzata un’importante e rilevante differenza nei trattamenti economici riservato ai medici italiani immatricolati tra il 1978 ed il 2006 e gli altri colleghi europei. Questa situazione, come quella accaduta a molte persone che hanno optato per un ricorso test professioni sanitarie 2020 ha conseguenze di rilievo ancora nel contesto attuale, generando un’importante perdita di denaro pubblico, poiché sono molte le azioni legali, i cui risultati vedono una giurisprudenza favorevole ai ricorrenti, mentre lo Stato è chiamato a risarcimenti consistenti. A tal proposito, proprio il team legale Consulcesi ha assistito al riconoscimento di 500 milioni di euro in favore dei medici difesi e tutelati. L’iniziativa avanzata dal pool legale Consulcesi chiede, pertanto, di risolvere la situazione in modo definitivo, attraverso la definizione di una legge completa e chiara, agendo così in favore di quei medici che hanno subito la situazione di disparità di trattamento economico nel corso della specializzazione. In questo modo, l’appello di Consulcesi è rivolto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Senato Elisabetta Casellati, al Presidente della Camera Roberto Fico e al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Recentemente, il Parlamento ha intrapreso alcune azioni legislative in tema. In particolare, l’aula ha proposto in Senato due Disegni di legge bipartisan, il numero 1802 e 1803, incentivando una transazione tra Stato ed ex specializzandi per chiudere i contenziosi in corso. L’accordo transattivo è all’attenzione della 7ª Commissione permanente, quella in tema di Istruzione pubblica e beni culturali, in sede redigente. Sulla questione, poi, si pronunceranno anche le commissioni 1ª per gli Affari costituzionali, la 2ª in tema di Giustizia, la 5ª che riguarda il Bilancio, la 6ª per le Finanze, l’11ª sul Lavoro, la 12ª sulla Sanità, la 14ª in tema di Unione Europea e Questioni Regionali. Tuttavia, il presidente di Consulcesi Massimo Tortorella, ha applaudito l’approvazione della legge, seppur abbia sottolineato che “riteniamo necessario modificare lo stanziamento che risulta inadeguato alle richieste dei medici rappresentati da Consulcesi, come non soddisfa neanche la modalità di erogazione in contribuzione figurativa. Chiediamo soldi veri da restituire ai medici, che sono quelli che gli spettano di diritto, non contributi figurativi o altro”.

Uomini si Nasce, Poliziotti si Muore, streaming italiano

Prodotto interamente in Italia, “Uomini si nasce, Poliziotti si muore” è considerato uno dei film polizieschi più crudeli e terribili, tanto da vietarne la visione ai minori di 18 anni e da censurarne alcune scene. Questo film si può vedere online su questo archivio del cinema italiano in streaming

La trama, effettivamente, è molto inquietante. Il film ha inizio con uno scippo ed un brutale omicidio: la sfortunata protagonista è una donna. Alfredo (Ray Lovelock) e Antonio (Marc Porel), due poliziotti che lavorano per un corpo speciale e hanno massima libertà nel combattere la delinquenza, inseguono e raggiungono i due rapinatori. Un rapinatore muore, infilzato dalla leva della frizione della moto, l’altro, gravemente ferito, viene finito da Antonio. I due vanno in commissariato, fanno rapporto al capo, che anche questa volta decide di coprire la violenza con cui i due hanno agito nei confronti degli assassini. Le avventure dei due agenti continuano in un’escalation di violenza. Infatti, nn collega dei due poliziotti viene ucciso durante un’imboscata, così Antonio e Alfredo inseguono l’assassino e lo uccidono, incendiando delle auto. Durante l’incendio perdono la vita anche gli uomini di Pasquini, informate delle retate e delle altre operazioni della squadra speciale da un poliziotto venduto. Antonio e Alfredo, poi, corrono in soccorso di un’anziana signora, aggredita dalla gang di Ruggero detto “Er Cane”. I due agenti uccidono tutti e liberano l’ostaggio. Pasquini, però, è sempre nel destino dei due agenti di polizia. Quest’ultimo, infatti, dà appuntamento ai due su una barca, ma questa volta, arrivato prima di loro, ha innescato una bomba. Quando per Antonio e Alfredo sembra finita, giunge il capo che salva i due e uccide l’intera gang. Antonio e Alfredo fanno esplodere la barca e partono verso una nuova avventura. 

Uomini si Nasce, Poliziotti si Muore è disponibile tra i film completi italiano in streaming. Si tratta dell’unico film poliziottesco di Deodato, che aveva già curato Cannibal Holocaust, definito il capostipite dei cannibal movie, un sottogenere dell’horror – splatter, che può superare il confine e toccare i film di avventura o quelli pronografici. Nonostante la durezza e la crudeltà della trama, delle immagini e dei temi trattati, il film riscosse un buon successo di pubblico e di critica, tanto che si pensò alla realizzazione di un sequel, che però non vide mai la luce. Buona parte degli apprezzamenti che la pellicola fece registrare fu anche merito del duo regista – sceneggiatore che si nasconde dietro la macchina da presa. Infatti, il film fu scritto da Fernando Di Leo, famoso regista noir, autore della cosiddetta Trilogia del Milieu. Con questo termine si identificano le tre pellicole di genere noir – poliziotteschi, diretti proprio da De Leo. La Trilogia comprende: Milano Calibro 9, prodotto nel 1972, con Gastone Moschin, Mario Adorf e Barbara Bouchet; La Mala Ordina, sempre del 1972 con Mario Adorf, Henry Silva e Woody Strode; infine, “Il boss”, realizzato nel 1973 con Henry Silva e Gianni Garko.

La consacrazione definitiva per Uomini si Nasce, Poliziotti si Muore è arrivata soprattutto da Quentin Tarantino che, parlando del film, ha affermato che è “uno dei più grandi titoli di tutti i tempi ed è all’altezza del suo nome”.

Suggerimenti per organizzare eventi ai tempi del coronavirus

Come è ben risaputo, la recente dichiarazione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità ha decretato che il Coronavirus ha generato una vera e propria pandemia. Non parliamo solo di eventi pubblici ma anche di  come organizzare incontri di lavoro , eventi per studenti online ed eventi corsi di cucina . Questo problema sta obbligando i governi di tutto il mondo a prendere provvedimenti per cercare di arginare il più possibile i contagi nella popolazione che, se non controllati, potrebbero portare ad un collasso del sistema sanitario dei singoli paesi. Anche il nostro governo ha deciso di divulgare le nuove regole per arginare i contagi, incluso il periodo di quarantena cui tutti i cittadini del territorio italiano devono attenersi. Come intuibile, in una situazione di questo genere diventa impossibile – perché vietato – organizzare eventi pubblici (che quindi creino assembramenti rischiosi). Quindi come fare? Ecco alcuni suggerimenti per organizzare eventi ai tempi del Coronavirus: innanzitutto, ricordiamo a tutti di restare a casa, ciò che stiamo per suggerirvi può essere benissimo organizzato in modo comodo dal divano di casa propria! Eh già, perché se da una parte è vero che bisogna limitare gli spostamenti fuori di casa il più possibile, dall’altra vi sono infinite possibilità di ‘incontro’ anche attraverso gli innumerevoli sistemi di comunicazione di cui oggi disponiamo. Grazie ad internet, siamo in grado di poter organizzare eventi ai tempi del coronavirus che coinvolgano un grande numero di persone – anche loro coinvolte da casa, anche loro nel loro salotto -. Ad esempio, si possono organizzare dei veri e propri festival musicali in cui i musicisti e gli artisti suonano nella propria abitazione e il loro concerto ‘casalingo’ viene poi caricato su una piattaforma dove tutti gli utenti, anche se molto distanti, possono ascoltare e vedere. Su questa base, si possono organizzare eventi di qualunque tipo: presentazioni di libri, monologhi teatrali e addirittura party (in cui i dj trasmettono in diretta e chiunque può scatenarsi a distanza). Le possibilità sono infinite e non importa se questi eventi si svolgono in un locale o a distanza, l’importante è riuscire a coinvolgere un gran numero di persone (è anche una bella maniera per aiutare coloro che, a causa della quarantena si sentono troppo isolati). Ecco, questi sono solo alcuni suggerimenti per organizzare eventi ai tempi del coronavirus. Ovviamente ognuno di noi può dare sfogo alla propria fantasia e organizzare l’evento a distanza che più preferisce. L’importante – lo ricordiamo – è attenersi sempre scrupolosamente alle regole imposte dal governo e restare a casa il più possibile, uscendo solo per esigenze reali e motivate.